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Ricerca-Azione Partecipata

Il termine ricerca azione nasce da Kurt Lewin, psicologo sociale, il quale coniò la parola action research. COMEFO fa propria la definizione di quegli autori che intendono per ricerca – azione un modo di concepire la ricerca che si pone l’obiettivo non tanto di approfondire determinate conoscenze teoriche, ma di analizzare una pratica relativa ad un campo di esperienza (es: pratica educativa, pratica sociale,) con lo scopo di introdurre, nella pratica stessa, dei cambiamenti migliorativi.

Le modalità di gestione dei cambiamenti delle pratiche professionali, indotti sia da fattori interni sia da quelli esterni, per essere efficaci, non possono essere semplicemente individuate da soggetti terzi e successivamente applicate. Esse vanno piuttosto trovate integrando, valorizzando competenze e saperi interni alle organizzazioni.

COMEFO prospetta percorsi di ricerca-azione che partendo dall’analisi dell’esistente, evidenziando le risorse presenti e le criticità, esplori i ragionamenti e gli atteggiamenti che sottendono l’azione al fine di produrre modalità di apprendimento più efficaci negli individui, nelle organizzazioni e nei sistemi sociali. La prospettiva in cui ci si muove è quella orientata al futuro per riuscire a delineare non tanto ciò che è stato ma come potrebbe essere. Conoscere per il cambiamento, per la trasformazione di un’area problematica, empowerment delle risorse

COMEFO gestisce queste attività in sede e/o presso i propri committenti.

Le nostre esperienze

by COMEFO
Dire, fare, essere, genitore in carcere è un laboratorio cofinanziato dal Rotary Club Bologna Nord.

Conduzione di un gruppo di madri detenute centrato sull’essere e fare il genitore “distanza”, come occasione per tenere insieme una storia personale complessa e spesso frammentata e per favorire la costruzione dell’identità genitoriale partendo dal punto di vista del genitore stesso.
L’intervento si fonda su difficoltà di comunicazione e relazione e mira a valorizzare le risorse comunicative e (in questo senso) relazionali, messe in ombra, ma potenzialmente sempre presenti in ogni madre.
Attraverso la facilitazione del confronto di gruppo e la valorizzazione degli aspetti comunicativi, l’intervento è orientato a innescare e promuovere fra le partecipanti una riflessione co-costruita sui temi legati alla comunicazione e alla relazione coi propri figli.
by COMEFO

Un percorso volto a:



  • accompagnare all’ideazione e progettazione di nuovi percorsi per il benessere della città di Vicenza verso una dimensione urbana sempre più a misura di cittadino: un esempio di partecipazione della comunità alle scelte di governo, di sostenibilità, di tutela, di valorizzazione e promozione del territorio e dei suoi patrimoni paesaggistici e artistici, di garanzia dei diritti di tutti ed in particolare delle fasce più deboli della popolazione, di sviluppo economico, culturale e sociale.

  • rivisitare e sperimentare una nuova modalità di implementazione dei servizi che il Comune, direttamente o tramite terzi, mette a disposizione dei propri cittadini.

  • sostenere una programmazione capace di collegare finalità generali, obiettivi specifici, risorse e metodologia per generare una città solidale.

  • Facilitare gruppi di cittadini-professionisti-istituzioni-privato sociale, associati per oggetto d’interesse, rispetto al vivere e abitare a Vicenza.

  • Elaborare vision co-partecipate e azioni generative di appartenenze, solidarietà e tolleranza.

  • Formare le assistenti sociali verso un modello partecipativo che si offra come nuovo strumento di programmazione sociale.

by COMEFO

Convenzione con Università Cattolica di Milano per una Ricerca-Azione


«Le family group conferences: un nuovo modello operativo in tutela dei minori»
Rapporto di collaborazione scientifica per la realizzazione di un progetto congiunto di ricerca-azione.

Le FamilyGroup Conferences (FGC) costituiscono uno strumento di lavoro fondamentale nella gran parte del mondo occidentale per affrontare situazioni critiche nei percorsi di tutela dei minori. Si basano sui principi di centralità del nucleo familiare, di valorizzazione delle competenze esperienziali, di promozione condivisa del benessere del minore e di sostegno alle relazioni familiari.
Questi principi si concretizzano nell’idea che gli operatori dei Servizi debbano costruire in partnership con la famiglia il percorso volto a migliorare le condizioni di vita dei bambini e dei ragazzi, mettendo al centro e sostenendo la capacità di cura delle reti informali e favorendo il più possibile l’ascolto attivo dei minori coinvolti nei percorsi. In estrema sintesi, il modello delle FGC prevede che sia la famiglia allargata a predisporre un progetto per la tutela dei bambini/ragazzi coinvolti, in grado di rispondere in maniera sufficientemente adeguata alle problematiche evidenziate dagli operatori che hanno incarico la situazione.

La collaborazione scientifica si sostanzia in quattro aree connesse tra loro: Formazione degli operatori dei territori coinvolti -Sperimentazione applicativa - Ricerca sul campo-Messa a sistema degli apprendimenti e degli esiti.
L’efficacia dell’applicazione delle FGC è ampiamente documentata nella letteratura internazionale (Burford eHudson, 2000; Ashley e Nikon, 2007; Morris, 2008).